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Sospensione dell’anticoagulante nella sindrome antifosfolipidica


La terapia anticoagulante a lungo termine è il trattamento standard per la sindrome da anticorpi antifosfolipidi ( APS ) trombotica.
Tuttavia, nella pratica quotidiana, può sorgere la questione del ritiro della terapia anticoagulante, senza alcuna raccomandazione basata sull'evidenza.
Sono stati valutati gli esiti nei pazienti con sindrome APS dopo la sospensione dell’anticoagulazione.

I pazienti con sindrome APS trombotici seguiti in un singolo Centro, la cui terapia anticoagulante è stata sospesa dopo la diagnosi di sindrome da anticorpi antifosfolipidi, sono stati selezionati retrospettivamente e sono stati controllati in abbinamento con pazienti sottoposti a terapia anticoagulante, sulla base del sesso, dell'età, del fenotipo clinico di sindrome APS e della durata della malattia.

Sono stati inclusi 30 casi con sospensione dell’anticoagulazione.

Il follow-up mediano è stato di 51 mesi.

Il rischio di recidiva trombotica è risultato maggiore nei casi rispetto ai controlli ( 7.3% vs 1.5% anni-paziente; P=0.01; hazard ratio, HR=4.8 ).

Sesso maschile, anti-beta-2-GP1 e tripla positività all'inclusione sono stati fattori predittivi per la recidiva trombotica.
Per contro, la prescrizione di Aspirina ( Acido Acetilsalicilico ) era un fattore protettivo contro le recidive.

Persistenza di LA, anti-beta-2-GP1 e tripla positività nel tempo erano associati a un rischio più elevato di trombosi e la scomparsa di aPL con un rischio inferiore.

In conclusione, nello studio, la sospensione dell’anticoagulazione è risultata associata a un aumentato rischio di recidiva trombotica.
I dati hanno evidenziato l'influenza di anti-beta-2-GP1 e della persistenza della tripla positività nel tempo sul rischio di recidiva e il beneficio della prescrizione di Aspirina quando l'anticoagulazione viene sospesa. ( Xagena2018 )

Yelnik CM et al, Lupus 2018; 27: 357-364

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